marketing territoriale: il fascino dell'India
Proprio ieri è venuto fuori il rapporto da cui si evinceva che la bilancia commerciale italiana non naviga in ottime acque. Anche a causa dell’apprezzamento dell’euro (che svantaggia l’export), dell’aumento del prezzo del petrolio (che aumenta il valore dell’import) siamo in deficit.
E’ anche il caso di parlare di poca proattività delle PMI italiane ad avventurarsi al di fuori dei confini nazionali; i figli del “miracolo economico” non riesco ad essere prodi e capaci come i loro padri e i loro nonni e difficilmente riescono ad allacciare legami forti con attori stranieri. Questo avviene particolarmente in Sicilia che secondo me pecca gravemente di veri manager.
Oltre la Cina, come dicevo ieri, dovremo guardare sempre con più interesse l’India e il Pakistan.
Qualche passo positivo in realtà c’è. Da quando si sono svolte le numerose visite diplomatiche in India si sono incrementate notevolmente le collaborazioni con questo grande paese che vanta:
- un territorio enorme, superficie3.287.263 kmq;
- una democrazie stabile (Repubblica federale di 26 Stati e 6 Territori dell’Unione)
- una manodopera molto qualificata e competente (kmq Popolazione1.027.015.247 densitá di popolazione312/Kmq, quindi abbastanza bassa se confrontanta con tanti paesi occidentali).
Le scelte dei nostri attori nazionali (purtroppo sempre i soliti noti per lo più) sono state diverse:
- chi come Versace, Zegna, Tecnimont l'hanno scelta come meta d'esportazione dei loro prodotti;
- chi come Same e Lombardini, invece, la considerano un luogo eccellente dove delocalizzare parte della produzione per aggredire i mercati asiatici e anche quelli africani da una postazione geografica privilegiata.
Risultati:
Da gennaio a luglio le esportazioni italiane in India sono aumentate del 37% e le nostre aziende presenti in India sono aumentate di circa il 60% di presenze in più.
La Confindustria indiana con il nome di «Destination India», sta preparando per il 2006 una serie di missioni in Italia per agevolare a sua volta la cooperazione tra imprese.
Un altro paradiso per le merci italiane? No assolutamente, qualche difficoltà c’è anche qui; infatti la burocrazia resta un tasto dolente e vi sono ancora dazi che su diverse merci italiane (es.il vino, venduto in India a un prezzo esorbitante).
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