domenica, settembre 11, 2005

XXI secolo: l'homo olisticus

Ieri leggevo l'intervento di una ragazza su un network di "markettari" a cui partecipo circa le condizioni e le caratteristiche dell'uomo del XXI secolo.

Mi trovo molto d'accordo con il suo intervento che in pratica affronta l'evoluzione dell'individuo negli ultimi anni secondo il principio di evoluzione darwiniano. Per farla breve, arriva alla definizione di homo olisticus di cui però non traccia, volutamente, le caratteristiche. Innanzitutto, sposo perfettamente la causa del “homo olisticus” con cui credo si possa superare l’attuale conflitto tra postmodernismo e neomodernismo.

Quindi mi chiedo, ma è proprio impossibile cercare se non altro di contestualizzare questo "strano e sfuggente personaggio"?!?!?!?

Nel normale fluire delle occasioni, dei tempi e delle culture, penso che oggi l’individuo si trovi immerso in un contesto dove le diverse esperienze sono possibili o almeno molto probabili e dove al criterio di scelta e di separazione vada preferito quello della compresenza e della relazione.
Ritengo quindi, che il postmodernismo sia stato e sia tutt’oggi una “condizione” in cui ogni individuo si sia ritrovato naturalmente quasi senza accorgersene: un contesto senza ordine nello spazio e nel tempo in cui è paradossale poter tracciare confini e differenze tra le diffuse e precise puntualità e comportamenti.
Cade qualunque distanza e ogni segmentazione tra l’individuo-lavoratore, l’individuo-consumatore, l’individuo-genitore, i diversi atteggiamenti e le diverse esperienze si confondono in un unico insieme che è quello esistenziale. Lo stato di bambino, quello di genitore e quello di adulto (e mi riaggancio al modello transazionale di Berne) tendono a confondersi in un “unicum” irripetibile di soggetto in soggetto in cui è difficile anche secondo un procedimento di sezionamento progressivo mettere ordine. Lo studioso (anch’egli sempre più individuo e sempre meno “scienziato”) è costretto a dover considerare e analizzare il mondo in un’ottica sistematica e l’individuo in tutte le sue mille sfumature (mi ricorda il concetto di “nuances” verleniane) enfatizzando, quindi, l’unicità, la diversità, la specificità e la poliedricità di ogni elemento.

statistiche per siti