martedì, novembre 22, 2005

Marketing internazionale: dalla CINA con furore....


Qualche settimana fa, su una comunità di addetti marketing &co. leggevo un intervento di una neoazienda italiana che si riprometteva di commercializzare il proprio prodotto in Cina e dai quesiti posti si evinceva una notevole curiosità/eccitazione/paura/impreparazione al mercato scelto.
Sono due anni ormai che studio le opportunità per il mondo occidentale che vengono dall’oriente e quando mi si chiede se la Cina costituisce una minaccia rispondo seccamente che lo sarà per tutti quelli che non sapranno instaurare un dialogo ed uno scambio costruttivo con i nuovi paesi che ormai concorrono a pieno titolo sullo scenario internazionale.
Quali sono queste scommesse? Moltissimi concordano sull’affermazione del 21° secolo come “secolo cinese” e sullo sviluppo di India e Pakistan. Soffermiamoci sulla Cina.

A questo punto la domanda: come può un paese come il nostro (che per la grossa quantità dei casi è costituito da piccole medie aziende) rivolgersi a mercati così diversi e lontani?
Non siamo del tutto in ritardo anche se è tempo di iniziare a pensare molto seriamente alla questione; dico che sono tre le soluzioni:
- conoscenza;
- networking;
- consulenza.

La conoscenza specifica è fondamentale perché abbiamo a che fare con un paese che ha storia, origini, cultura totalmente diverse da quelle occidentali. Il modo di “far business” ha ritmi e consuetudini molto particolari. La legislazione è lacunosa e la burocrazia lenta e gigantesca.
Ormai sono numerosissimi in tutta Italia i convegni sull’oriente, la Cina, l’India e così via.
Si stanno sprecando i libri (io consiglio In Asia di Terzani, Made in China di Sisci, Approvviginionamenti in Cina di Nassimbeni) i siti (tuttocina.it, italiacina.org per visitare quelli italiani ma poi sono numerosissimi quelli per gli expat ossia gli espatriati).
Qualche numero:
- oltre 1 miliardo e 295 milioni la popolazione cinese;
- 2% popolazione considerata milionaria (26 milioni, circa la metà della popolazione italiana)
- 4 le città principali: Shanghai, Pechino, Canton, Dalian
- 9600 000 kmq la superficie cinese;
- 10 milioni le PMI cinesi.

- 630 aziende italiane in Cina;
- 6 miliardi il fatturato delle aziende in Cina;
- 500.000 aziende straniere in Cina.

Penso già che questi numeri siano utili a capire di grande potenza stiamo parlando che oggi a qualunque livello economico, culturale, scientifico, diplomatico sta assumendo valore.
Non può più essere considerata un’area in un cui delocalizzare la produzione per una MOD a basso costo ma va considerata come ricco bacino di approvvigionamento e soprtutto anche un importante mercato per l’esportazione dei nostri prodotti.

Come le PMI possono affacciarsi su un mercato così grande e potente? Il networking è fondamentale per condividere investimenti, esperienze, contatti e opportunità. Ancora di più la consulenza visto che a causa della grandezza e della diversità socioculturale si rischia di “bruciarsi seriamente e in fretta”. Non esistono ancora modelli affermati; i ritmi di crescita e di sviluppo sono frenetici quindi è necessario un continuo monitoraggio e aggiornamento possibile solo attraverso un sopralluogo continuo e costante. Non parliamo poi delle regole di marketing e comunicazione….è una vera e propria giungla in cui è difficile districarsi.

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