...se fossi un politico, oggi, cosa penserei per l'Italia...
Qualche giorno fa un'amica che lavora attivamente in politica mi chiede: "A te cosa premerebbe che un politico inserisse nel proprio programma"?
Beh penso che sia una bella domanda e le ho chiesto qualche giorno per risponderle....pensando pensando ho maturato le idee che espongo più sotto.
Sono diverse le priorità che oggi ha il nostro paese; volendo essere il più schematico possibile:
- rilancio dell’economia, secondo diverse autorità internazionali ormai siamo veramente l’ultimo chiodo del carro delle economie occidentali, da amici che vivono all'estero poi mi giungono voci che sul quadro internazionale non siamo poi considerati così bene come qualcuno ci vuole far credere....
- cura delle minoranze e delle condizioni di vita del nostro paese (che ormai non sono più così alte rispetto alle altre nazioni europee).
Andando per punti, il rilancio è secondo me auspicabile non nel breve termine ma con un serio piano di impegno a medio/lungo termine visto che negli ultimi anni i nostri governi (di sinistra prima e destra poi) non hanno fatto altro, secondo me, che sperperare le risorse di lungo periodo nel nostro paese; mi riferisco alla formazione e alla ricerca innanzitutto.
Non sono assolutamente d’accordo di chi parla di uscita dalla recessione! Penso che siamo arrivati ad uno stato strutturale della nostra economia visto che ormai abbiamo esaurito lo strascico legato al dopoguerra e al miracolo economico e non abbiamo costruito nulla per mantenerci al passo con le altre economie europee mentre queste - un esempio su tutte, la Spagna- si davano da fare.
Parto dalla scuola: smettiamola con sta scusa che ci stiamo uniformando agli altri sistemi scolastici (filoamericani); con le ultime modifiche e con l’ultima riforma abbiamo fatto un sistema scolastico dai risultati pessimi; sono d’accordo che ormai i ragazzi devono parlare assolutamente inglese e sapere usare il computer ma ciò non vuol dire che tutto il resto deve essere lasciato al caso. Il sistema dei crediti, della eliminazione delle rimandature a mio parere sta sfornando un esercito di ragazzi poco preparati, svogliati…..non certo la migliore base con cui pensare ad un rilancio del paese.
Proposte: un giro di vite al sistema scolastico, più ore a scuola (6 ore 6 giorni la settimana) in modo da aggiungere i nuovi corsi e non sostituire le vecchie lezioni, iniziare a pensare allo studio del cinese nelle nostre scuole visto che tra meno di 10 anni sarà probabilmente la lingua dei "potenti del mondo".
Per quanto riguarda la formazione: non credo che i problemi si arginino con i corsi della FSE che il più delle volte (ne sono testimone in prima persona) si risolvono in ben poca cosa in barba alle nostre autorità nazionali ed internazionali. Temo si siano buttati soldi a pioggia andando ad arricchire i vari organizzatori di corsi nonché le varie agenzie di lavoro interinale che si sono trasformate in enti formatori andando ad ottenere un risultato prossimo allo zero.
Proposta: far saltare il giro di soldi esistente che più che dare lavoro e creare risorse è una sorta di finanziamento e assistenzialismo all’inefficienza. Perché non si sono incanalati questi soldi nel nostro sistema scolastico formativo già esistente? Non sono un esperto di leggi e leggine (malgrado i 5 diritti sostenuti all’uni) ma non vedo perché non si possano erogare corsi di formazione ai giovani e ai meno giovani attraverso almeno le strutture scolastiche/universitarie (e molti anche attraverso i professori). Penso che si sarebbero ottenute importanti sinergie con la funzione primaria del sistema scolastico avvicinando anche la scuola/università al mondo del lavoro in modo concreto.
Ricerca. La mia impressione è che l’Italia sia ormai il fanalino di coda, eccezion fatta nel campo medico, per quanto riguarda la ricerca in generale (tecnologica, economica, artistica, culturale) questo perché c’è stato uno scollamento del mondo delle imprese da quello delle università in controtendenza con le altre economia che hanno capito che le università sono degli ottimi bacini di cervelli e manodopera a basso costo. Il sistema Italia nel mondo, non ci vuole un professore di economia per dirlo, vanta pochi ma forti plus: storia, tradizione, qualità e stile. Sui primi due non possiamo lavorare ma non dobbiamo neanche pensare che apportino vantaggio competitivo in eterno; la ricerca impatta invece sulla terza e sul quarto; anche nel design e nello stile altri paesi ci stanno pian piano raggiungendo.
Proposta: dato per assodato che la scuola abbia già abbondantemente formato il soggetto e l’università debba specializzarlo, incentivare fortemente il rapporto università/mondo del lavoro: stage, tirocini formativi, ricerca aziendale dentro le università ecc.ecc.
Altre risorse di base per lo sviluppo, argomento "caldo" nelle ultime settimane...l'energia. Fonti di energia alternativa: eolica, idrica, fino a ripensare al nucleare. E’ mai possibile che dobbiamo dipendere totalmente da altri paesi? Dobbiamo ancorare la nostra economia e il nostro sistema produttivo e di offerta ai loro calcoli? Credo che in un paese che voglia guardare con più serenità ad uno sviluppo sereno anche se lento, questo non sia possibile.
Non parlo del sistema dei trasporti perché penso che ci sia da scrivere un libro.
Andiamo al punto due che esaurisco brevemente: le minoranze e le condizioni di vita. La politica che vorrei dovrebbe tendere a recuperare determinati valori che appartenevano al nostro DNA nazionale ma che sono via via persi: il rispetto e la considerazione per il vicino. Mi sembra che l’Italia abbia preso la parte più brutta da altre economie moderne diventando sempre più un popolo di individualisti. Si dovrebbe trattare più di una rivoluzione culturale (con cui è iniziato effettivamente ogni sviluppo e ogni rilancio che la storia ci presenta) ma non volendo fare demagogia, che c’entra la politica?
Esempio: l’Italia sta diventando anche un paese di anziani; se non c’è uno slancio della comunità di sopperire a determinate loro esigenze, i costi ricadranno tutti sul sistema pubblico….impossibile da sostenere!
Altro esempio: con lo stato di precarietà, impoverimento e di inurbazione di altre minoranze etniche aumentano in modo diffuso su tutto il territorio nazionale a prescindere se in città o provincia i furti ed altri delitti. Non è pensabile che il governo possa da solo arginare la domanda di sicurezza e protezione da parte degli elettori.
Non ho proposte molto specifiche e circostanziate in tal senso ma penso che si dovrebbe lavorare sul volontariato, su proposte serie di LSU e servizio civile.
Chiudo qui questo mio intervento simil politico; voi che ne pensate?!? :-)

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