Product placement....le immagini insegnano....

Ancora pochi lo sanno….mostrare e ostentare una marca o un prodotto all’interno di un film/ una canzona/un programma non è più irregolare. Infatti in funzione del decreto legislativo sulla cinematografia (Dlgs n. 28/2004) viene disposto è possibile ma che «per i film che contengono inquadrature di marchi e prodotti, comunque coerenti con il contesto narrativo, è previsto un idoneo avviso che rende nota la partecipazione delle ditte produttrici di detti marchi e prodotti ai costi di produzione del film».
Tutto ciò rientra in quello che gli addetti ai lavori hanno definito come “product placement”. Proprio qualche giorno fa è apparso un intervento proprio in merito a questo argomento in cui veniva spiegato che in realtà il PP abbraccia diverse casistiche:
- il prodotto appare soltanto nella ripresa;
- il prodotto è effettivamente utilizzato durante le riprese;
- il prodotto o la marca è espressamente nominato.
Beh ok ma cosa c’è di nuovo? Effettivamente, l’aspetto originale di tutto ciò è che invece di intendere l’apparizione o la citazione del prodotto in modo passivo per lo spettator ela si può concepire in modo più originale e creativo; infatti attraverso il product placement possono “passare” vere e proprie indicazioni e suggerimenti circa un nuovo utilizzo anche in ambiente totalmente diverso da quello originario di un prodotto; insomma il PP può essere anche fortemente esplicativo e propositivo.
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